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LA STORIA
GRUPPO ALPINI AIELLI

Un gruppo al servizio della comunità

E' stato fondato nel 1952 dall'alpino Fernando Piccone insieme ad altri volontari; da allora è stato (ed è ancora) un punto di riferimento, anche se nel corso degli anni successivi, l'emigrazione ha lasciato i suoi segni negativi. Per molti anni gli alpini sono stati incarnati da figure importanti quali Nucci Adriano, Corsini Amedeo, Marinucci Giuseppe, Fontana Giacomo, Mario Castagna,Di Natale Abramo ecc,, Nel 1983 un gruppo di giovani Alpini decise di riprendere l'iniziativa ed elessero Rosati Cesare, capogruppo.

Da allora, l'azione e la presenza del Gruppo sono diventate una costante nel paese, con una serie di iniziative in tutti i campi, il salto di qualità avviene con l'idea di realizzare una chiesetta alpina alle pendici del m. San Pietro. Partiti piano piano con grande perserveranza e grazie a molti alpini e non che vi hanno lavorato gratuitamente alla fine si è riusciti nell'intento dalla costruzione della chiesetta alpina chiamata appunto chiesetta San Pietro. La stessa è stata inaugurata il 28-8-1988 con un grande Raduno Zonale che ha la presenza di circa 40 Gruppi Alpini provenienti da tutto l'Abruzzo e del presidente Sezionale Carlo Frutti nonchè del vescovo dei Marsi mons. Biagio Terrinoni.

Nello stesso anno (27-8-1988) è stata installata una croce sul Monte Etra (quota 1818) e da allora, l'ultima decade di agosto di ogni anno si effettua una escursione all'anzidetta croce e la relativa festa della montagna in località "rott' sbusciata" che vede la partecipazione di tantissima gente. Per tanti anni il gruppo allo scopo di far conoscere le nostre montagne ha organizzato un ricco programma di escursioni, riscoprendo percorsi ormai abbandonati da anni e angoli di montagna di rara bellezza. Dal 1987 poi ininterrottamente organizza la manifestazione più significativa del nostro paese " la fiaccolata denominata della pace" che è giunta ormai alla 31^ edizione e si svolge il 27 dicembre di ogni anno. Gli Alpini sono, quindi, un riferimento certo all'interno del paese. Gli iscritti dal 1983 sono costantemente cresciuti e sono arrivati nel 1988 ad 81 unità con un gran numero di giovani. Partecipa ogni anno insieme al gruppo di Venere Gioia dei Marsi ai Raduni Nazionali e ad altre manifestazioni.

Un momento significativo della vita del Gruppo è stato il gemellaggio con il Gruppo Alpini di Secinaro, costruito sulla base della montagna che ha legato i due paesi nel corso degli anni. In occasione del gemellaggio abbiamo raggiunto Secinaro a piedi con una marcia di circa 20 km (passando sotto le pendici del monte Sirente), accompagnati dal presidente sezionale Antonio Carnevale (1994). Accolti in maniera molto calorosa dalla gente del posto, con una grande festa. Gli Alpini di Secinaro e moltissimi cittadini ci hanno ricambiato la visita l'anno successivo percorrendo la strada di ritorno, in un incontro memorabile che ha ribadito le ragioni nostra amicizia suggellate da un grande festa alla presenza dei due Sindaci; giornata che è ancora nella mente di tutti noi.

La Storia Degli Alpini

Il Corpo degli Alpini nasce il 15 ottobre 1872 a Napoli, dove Re Vittorio Emanuele Il sigla il decreto che costituisce le prime quindici compagnie (dieci delle quali di stanza in Piemonte) Compito della nuova specialità è difender le frontiere del giovane Regno d'Italia attraverso unità Snelle ma compatte e logisticamente autonome, formate da uomini reclutati sull'arco alpino, già abituati alla vita ed al rigore dell'ambiente montano.

L'addestramento consiste in lunghe marce in montagna, d'estate e d'inverno, in condizioni spartane. Il battesimo del fuoco avviene però lontano dalle Alpi: nel 1896 un corpo di spedizione partecipa alla campagna di Eritrea, dove cinque alpini meritano la medaglia d'oro al valor militare. La Grande Guerra vede migliaia di Soldati di Montagna italiani combattere in prima linea e in quota sulle Alpi orientali in condizioni climatiche e ambientali estreme.

E' la pagina più grande nella storia degli Alpini, che oltre al nemico devono affrontare le insidie della quota e del clima, subendo perdite spaventose su cime divenute celebri: l'Adamello, l'Ortigara, il Montegrappa. Nel 1919, per non dimenticare il sacrificio delle penne nere, un gruppo di reduci fonda a Milano l'Associazione Nazionale Alpini, il cui impegno - da quel momento - si intreccerà con quello degli Alpini in armi.

Nella Seconda guerra mondiale le divisioni alpine sono impiegate su più fronti: Francia, Albania, Grecia, Jugoslavia, Unione Sovietica, dove si distinguono per valore e spirito di sacrificio. L'episodio più significativo e drammatico è senz'altro la Campagna di Russia, nel rigido inverno 1942-1943. Gli Alpini vengono schierati lungo il Don, in pianura.

Un'imponente offensiva russa costringe l'armata italiana a ripiegare sulla difensiva, e saranno gli Alpini a proteggere lo sganciamento del grosso delle forze. Sottoposti ad un intenso fuoco nemico, le divisioni Julia, Tridentina' e "Cuneense" subiscono perdite ingenti: interi reggimenti verranno decimati dagli attacchi dell' Armata Rossa e dal gelo della steppa russa, ma alla fine, la Tridentina riesce - a Nikolaevka - a rompere l'accerchiamento sovietico e ad aprirsi la strada verso ovest.

Tra 1'8 settembre 1943 e il 25 aprile del '45 gli Alpini forniscono un contributo importante alla liberazione del Paese, inquadrati nel Corpo Italiano di Liberazione e nelle formazioni partigiane. Le Truppe Alpine rinascono nel dopoguerra: dal 1949 in avanti vengono costituite le Brigate Julia, Tridentina, Cadore, Orobica e Taurinense. Continuano lo spirito e l'addestramento in montagna: gli Alpini sono truppe scelte che durante la Guerra Fredda entrano a far parte della forza mobile della NATO, e partecipano con successo alla missione ONU in Mozambico nel 1993-94 con militari di leva.

Verso la fine degli anni '90, l'Esercito evolve verso un modello professionale: viene sospesa la leva e gli Alpini sono reclutati su base volontaria a livello nazionale. I reparti contano attualmente su una forza di circa 10.000 uomini e donne (li 13%', rappresentando una deite più moderne realtà dell'Esercito Italiano: le brigate Julia e Taurinense sono grandi unità proiettabili che, con i propri reggimenti, hanno preso parte a tutte le principali operazioni per la sicurezza e la stabilità internazionale, sotto l'egida di ONU, NATO ed Unione Europea Con la penna nera innestata sull'elmetto, gli Alpini hanno operato in Albania, Bosnia, Kosovo, Afghanistan e Libano, per citare le missioni più importanti, oltre ad essere schierati sul fianco orientale dell'Alleanza Atlantica in chiave di dissuasione e deterrenza.

Attualmente la brigata Taurinense è schierata nel Paese dei Cedri con le Nazioni Unite, mentre la Julia costituisce una importante componente della Forza di Reazione Rapida della NATO, contribuendo anche al contingente multinazionale che opera in Ungheria sul fianco est dell'Alleanza Atlantica. Gli Alpini forniscono oggi un importante apporto all'operazione 'Strade Sicure', a tutela della comunità in numerose province italiane e sono sempre pronti a intervenire in caso di calamità naturali, addestrandosi insieme all'Associazione Nazionale Alpini, sulla scia di una storia iniziata nel 1908, quando tutti i reggimenti accorsero per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto di Messina e Reggio.Una tradizione proseguita con gli interventi dopo i disastri del Vajont, Friuli, Abruzzo, Irpinia, Emilia e Romagna, Centro-Italia.

Sempre sul fronte della sicurezza, le Truppe Alpine sono presenti con decine di soccorritori nei principali comprensori sciistici nazionali, mentre gli artificieri del genio alpino neutralizzano ogni anno migliaia di ordigni bellici ancora attivi. Le unità alpine, confermando la propria vocazione a vivere, muovere, combattere e soccorrere in montagna, sono attualmente impegnate nel processo di innovazione dello strumento militare, le cui modalità operative stanno evolvendo in un'ottica multi-dominio, grazie all'adozione di tecnologie emergenti e dirompenti, come la digitalizzazione delle operazioni, l'intelligenza artificiale, la protezione dello spazio cibernetico, la remotizzazione.

Lo sviluppo della capacità artica dell'Esercito costituisce un'ulteriore direttrice di addestramento per le Truppe Alpine, facendo leva sull'esperienza ad operare a climi rigidi consolidata dalla partecipazione decennale alle grandi esercitazioni alleate nella Norvegia settentrionale. Alla realtà operativa si aggiunge quella formativa di avanguardia, con il Centro Addestramento Alpino di Aosta. polo di eccellenza per la formazione alpinistica, scistica e di mountain warfare, oltre che protagonista ai massimi livelli internazionali nell'alpinismo e negli sport invernali, con gli atleti del Centro Sportivo Esercito che andranno a caccia di medaglie alle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.